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Blitz Against Antisemitic Plotters In Rome (In Italian)
From the Corriere della Sera May 22, 2010:
Attacchi agli ebrei, blitz contro Militia
quattro indagati per apologia del fascismo
Operazione dei Ros: coinvolto Maurizio Boccacci e altri esponenti di estrema destra. Tra il materiale sequestrato anche machete e una divisa dell'esercito israeliano
ROMA - L'appuntamento era per domani, alla «Palestra popolare Primo Carnera», nel quartiere romano di Montesacro. Lì si sarebbe dovuta tenere una «adunanza nazionale» che avrebbe consentito a Militia di fare il salto: non più una piccola «organizzazione politica di stampo Nazional-Rivoluzionario», ma una struttura più ampia, che avrebbe aggregato attorno a sé numerosi altri movimenti di estrema destra, «proiettata a compiere azioni violente anche di natura xenofoba». Ma l' adunanza non ci sarà. I carabinieri del Ros di Roma al termine di alcuni mesi di indagine (un'indagine in cui è stato fondamentale il contributo delle intercettazioni telefoniche) e un blitz scattato all'alba hanno indagato quattro persone accusate di apologia del fascismo, diffusione di idee fondate sull'odio razziale e violazione della Legge Mancino, avendo messo in atto - attraverso Militia - azioni contro la comunità ebraica romana e in particolare il suo presidente, Riccardo Pacifici, i cittadini rumeni e il sindaco della capitale Gianni Alemanno. Uno degli indagati sarebbe un ex esponente di Ordine Nuovo.
PALESTRA E MACHETE - I militari dell'anticrimine, coordinati dal pool antiterrorismo della procura romana, hanno perquisito la palestra «Primo Carnera» occupata da cinque anni e sede di Militia, la discoteca Kinky club e le abitazioni degli indagati, tutti «radicati negli ambienti dell'estremismo di destra». Ad Albano Laziale, così, i carabinieri sono andati a casa di Maurizio Boccacci, 53 anni, un personaggio molto noto nel giro dell'estrema destra; ad Appignano del Tronto (Ascoli Piceno) hanno perquisito l'abitazione di Giuseppe Pieristè, pure lui di 53 anni, che gli investigatori definiscono vicino in passato ad Ordine Nuovo; a Roma quelle di Massimo De Simone, 42 anni, e di Stefano Schiavulli, il più giovane, 25 anni, ma ritenuto uno dei più «motivati». Le perquisizioni hanno portato al sequestro di machete, mazze da baseball e bastoni; documentazione ideologica di estrema destra; manifesti e strumenti per scritte murarie e striscioni, materiale informatico e perfino una divisa dell'Esercito israeliano.
I REATI CONTESTATI - Nello specifico, agli indagati viene contestato di aver «prospettato azioni violente» contro Riccardo Pacifici («trasformo un porco in un bell'angelo», dice Boccacci a Schiavulli in una delle tante intercettazioni su cui si fonda l'inchiesta); di aver annerito le 'pietre di inciampò, poste in Piazza Rosolino Pilo 17 in memoria delle vittime della persecuzione nazista a Roma; di aver affisso striscioni e realizzato scritte sui muri dal contenuto minaccioso, denigratorio e xenofobo. Qualche esempio? «Alemanno con l'A.N.P.I.??? Il più infame di tutti quanti». «25 aprile non ho tradito. Onore R.S.I.»; «Piombo ai rumeni» o, a scelta, «Olocausto romeno»; «Lode e gloria ai fascisti. Morte ai partigiani».
Schiavulli - svastica tatuata sul braccio, istruttore di pugilato e gestore della palestra che è anche centro sociale - si difende. «Le mazze servono solo per sciogliere i muscoli, la divisa israeliana è una mimetica comprata al mercato. Non siamo dei violenti e non stavamo organizzando nessun attacco né a Pacifici né ad Alemanno. Boccacci? Per me è come un padre».
PACIFICI- «Nulla mi sorprende», ha commentato Pacifici. «A nome della comunità ebraica e a nome mio personale voglio fare un plauso ai Ros per il coraggioso e determinato blitz. Attendiamo fiduciosi che i capi di accusa mossi e le prove presentate si trasformino in condanne certe e senza alcuna attenuante». Solidarietà alla comunità ebraica e a Pacifici è stata espressa dal sindaco Alemanno, secondo cui «queste minacce, questa specie di ombra scura che c'era sulla città, era veramente molto negativa. Spero si faccia chiarezza e si attribuiscano tutte le responsabilità».
IL PRECEDENTE - Il blitz dei carabinieri segue di poche settimane quello effettuato dagli investigatori della Digos romana, che a febbraio - nell'ambito delle indagini scaturite dalle scritte antisemite apparse a Roma e siglate dal movimento di estrema destra Militia - sequestrarono, nel corso di perquisizioni in una decina di appartamenti, materiale informatico, fotografico e alcuni telefoni cellulari.
SCRITTE ANTISEMITE - A fine gennaio, presunti esponenti di Militia avevano imbrattato i muri della città con scritte contro Israele, eppoi quelli del Museo di via Tasso con scritte antisemite del tenore di «Olocausto = propaganda sionista» e «27-01, ho perso la memoria», ma erano stati ripresi dalle telecamere di sorveglianza: tre ragazzi sui 20-25 anni; uno di loro aveva anche tracciato uan croce celtica con lo spray e danneggiato a colpi d'ascia la targa del museo. A giugno dell'anno scorso, invece, aderenti a Militia avevano esposto striscioni pro Ahmadinejad sulla Tangenziale Est, «contro il porco sionista».